ottobre 2, 2026 / Leave a Comment
Arriva quel momento dell’anno.
Quello in cui apriamo l’armadio, osserviamo una quantità di vestiti sufficiente a vestire un piccolo comune e pronunciamo la frase immortale: “Non ho niente da mettere.”
Ed è più o meno in quel momento che capiamo che è arrivata l’ora del cambio di stagione.
Cominciano a comparire scatole, grucce, sacchetti, maglioni dei quali avevamo completamente rimosso l’esistenza e quel pantalone che non mettiamo dal 2019, ma che continuiamo a conservare perché “magari torna”.
E sapete una cosa? Visto l’andamento della moda degli ultimi anni, magari torna davvero.
Quindi no, non sono qui per dirvi di buttare metà guardaroba, diventare improvvisamente minimaliste o vivere con 12 capi perfettamente coordinati tra loro.
Vorrei invece approfittare del cambio di stagione per fare qualcosa di molto più utile: capire se il nostro guardaroba funziona davvero.
Guardiamo quello che abbiamo. Davvero.
La prima cosa da fare è abbastanza banale: guardare tutto.
Non necessariamente seguendo quelle procedure da decluttering estremo in cui bisogna rovesciare l’intero contenuto dell’armadio sul letto e dopo tre ore ci si ritrova sedute sul pavimento a chiedersi perché abbiamo cominciato.
Ma dobbiamo almeno avere una visione abbastanza chiara di quello che possediamo.
Ed è in questo momento che generalmente i capi si dividono in tre categorie:
Lo metto.
Non lo metto.
Non lo metto da otto anni, ma non sono ancora pronta a separarmene.
La terza categoria esiste. Accettiamola.
Non dobbiamo necessariamente eliminare un capo perché non lo indossiamo da una determinata quantità di tempo. Magari ci piace, ha un valore affettivo o semplicemente non abbiamo nessuna voglia di buttarlo.
Possiamo tenerlo. Nessuno verrà a controllare.
Non chiederti soltanto se è di moda. Chiediti se lo indossi.
Qui entra in gioco una cosa che ripeto spesso anche durante le mie consulenze.
Armocromia, body shape, proporzioni, stile personale sono strumenti che devono aiutarci a scegliere meglio, non trasformare il nostro armadio in un regolamento condominiale.
Possiamo avere un capo che non è perfettamente adatto alla nostra body shape. Oppure un colore che non è esattamente il nostro migliore amico secondo l’armocromia.
Ma se quel capo ci piace, lo indossiamo continuamente e quando lo mettiamo ci sentiamo bene, forse possiamo anche lasciarlo vivere serenamente nel nostro armadio.
Al contrario possiamo possedere il blazer perfetto: colore giusto, proporzione giusta, taglio giusto, approvazione teorica su tutta la linea.
E non metterlo mai.
Ecco, personalmente indagherei più sul blazer perfetto che sul maglione teoricamente sbagliato che indossiamo tre volte a settimana.
Adesso arriva la domanda interessante: cosa manca?
Secondo me è questa la parte più utile del cambio di stagione.
Una volta guardato quello che abbiamo e rimesso a posto ciò che effettivamente indossiamo, iniziano a vedersi molto meglio i buchi del guardaroba.
Magari abbiamo sette pantaloni, ma nessuna giacca che funzioni davvero con cinque di quei sette.
Abbiamo ventidue maglie, ma finiamo per indossare sempre le stesse tre.
Oppure abbiamo comprato quella meravigliosa gonna che ci piaceva tantissimo e che da un anno continua a guardarci dall’armadio perché, misteriosamente, non possediamo una sola cosa da metterci sopra.
E allora, prima di partire per lo shopping con il generico pensiero “mi serve qualcosa di nuovo”, facciamo una lista.
Una lista vera.
Mi manca un pantalone marrone che possa indossare con queste tre giacche.
Mi serve una scarpa alternativa alla sneaker.
Ho bisogno di una maglia sottogiacca.
Mi manca un capospalla che possa utilizzare tutti i giorni.
Vorrei inserire uno dei nuovi colori di stagione e capire con cosa posso abbinarlo.
A questo punto lo shopping smette di essere una caccia casuale a qualcosa che ci piace e diventa molto più mirato.
E, dettaglio non trascurabile, diminuiscono anche le probabilità di tornare a casa con l’ennesima versione di qualcosa che possediamo già.
E adesso sì, possiamo parlare di tendenze
Solo adesso.
Perché le tendenze sono divertenti, ci danno idee nuove e possono rinfrescare il guardaroba. Ma non significa che ogni settembre dobbiamo ricominciare da zero.
Quest’autunno/inverno abbiamo parlato di burgundy, blu profondo, marroni, viola e prugna, ma anche di tonalità più delicate come burro, pesca e turchese.
Non dobbiamo comprarle tutte.
Guardiamo quello che possediamo e chiediamoci quale di queste tendenze può davvero aggiungere qualcosa.
Magari basta un maglione burgundy per far funzionare diversamente tre pantaloni che abbiamo già.
Oppure una borsa marrone.
Una sciarpa.
Una scarpa.
A volte basta veramente poco per dare un’aria diversa a quello che indossiamo da anni.
Perché seguire le tendenze non significa trasformare il guardaroba in una succursale delle passerelle.
Anche perché, prima o poi, dovremmo comprare una casa più grande solo per contenerlo.
Alla fine, il cambio di stagione serve soprattutto a questo
Non a diventare improvvisamente minimaliste.
Non a riempire dieci sacchi di vestiti da eliminare.
E nemmeno a creare quel guardaroba perfetto composto esclusivamente da capi beige meravigliosamente coordinati che vediamo sui social e che, non so voi, ma io nella vita reale incontro piuttosto raramente.
Serve semplicemente a fare un po’ di chiarezza.
Tenere quello che indossiamo. Lasciare andare quello che non ci rappresenta più. Capire cosa ci manca. E solo dopo comprare qualcosa di nuovo.
Perché forse, quando apriamo l’armadio e pronunciamo la frase immortale “non ho niente da mettere”, il problema non è esattamente che non abbiamo niente.
Il problema è che, in mezzo a tutto quello che abbiamo, non sappiamo più cosa mettere con cosa.
E forse è proprio da lì che vale la pena ricominciare.